Targa 'Bizzarro d'Autore' per la migliore Interpretazione Femminile a
MARGI VILLA per FRAGOLE A MEZZANOTTE di Domenico Natella
[COMUNICATO STAMPA]
'Una nuova vittoria per il corto salenitano noir 'Fragole a mezzanotte'!'
Ispirato da un racconto omonimo, criptico e tenebroso, dello scrittore salernitano Felice Turturiello,
'Fragole a mezzanotte' e' forse da considerarsi l'opera (attualmente) piu' visionaria del regista
di orgini salernitane Domenico Natella, in cui brilla anche il talento della montatrice Francesca Saracino (regista, inoltre, di un ottimo documentario sulla Sacra Sindone) e dell'attrice salernitana Margi Villa. Originariamente realizzato in una versione estesa e sperimentale di 73 minuti con un montaggio ellittico alla 'Memento' e' stato successivamente rielaborato in una versione cortometraggio di 10' di forma lineare che ha vinto in questi giorni due premi: uno nella sezione Horror del Festivla ' Napoli in Corto', l'altro alla migiore intepretazione femminile (vedi sotto) presso il Festival del cinema Bizzarro di Ravenna, oltre ad essere stato selezionato ad una dozzina di festival italiani e stranieri.
“Fragole a mezzanotte”- La trama
Lucrezia, ricca borghese trentenne, per nulla rassegnatasi alla morte del marito di cui conserva follemente il corpo, vive una sorta di sdoppiamento dell’anima. Freddata dall’incolmabile vuoto e incapace di elaborare il doloroso lutto, decide di appropriarsi di altri corpi per perpetuare, così, il rito del suo amore spezzato. Ogni sera, camuffandosi nel suo alter ego, si prostituisce, non per un bisogno economico, ma per “assaporare” nuovamente le “fragole a mezzanotte”. Allo scoccare della fatidica ora, s’interrompe puntualmente, e impossessata da una voce misteriosa, intrattiene struggenti conversazioni con l’ombra del suo sposo. Gli altri uomini rimangono per la donna, puramente corpi: dal manager vittima del suo narcisismo. Energia giovane e perversa, attratta dalla “mantide religiosa”, virtuale alter ego della protagonista, consente a Lucrezia di rivivere il ricordo e il trauma di quell’ ultima notte d’amore, perpetuando, in tal modo, l’esistenza di un uomo oramai fantasma, ossessione, e simulacro di ciò che rimane della sua coscienza. Tra flash back in colore e visioni in bianco e nero, Lucrezia percorrerà la sua discesa verso una lucida e rabbiosa follia fino all’ultimo tango con il cadavere del suo sposo.
OSSERVAZIONI SUL FILM del regista DOMENICO NATELLA
Il film racconta un’ossessione, quella della protagonista che non riesce ad accettare il lutto del suo sposo. E’ un film inquietante e visionario, performativo direi. Un percorso che vede lo spettatore al pari della protagonista: solo, in preda alle immagini allucinatorie, ma pur sempre connotate di reale. Il tempo e il luogo sembrano schiacciare l’esistenza della protagonista e la visione dello spettatore costretto ad entrare in un labirinto di emozioni e visioni. L’annullamento di un tempo progressivo crea una non realtà che è appunto quella vissuta dalla protagonista. La sinfonia di rumori e musica ci guida in questo labirinto senza speranza. Il film vuole rappresentare un viaggio nell’ inconscio, nella memoria e nel “falso ricordo” di Lucrezia, un percorso nelle sue reminiscenze, e visioni. Sono sempre stato attratto dalle forme sperimentali di cinema e da quelle artistiche, più in generale… e credo che questo film possa racchiudere in sé il mio amore per le avanguardie artistiche. Il colore ha una forte valenza pittorica e metaforica. Tramite il colore sottolineo le emozioni. Si passa dal rosso, al bianco e nero, all’azzurro freddo dell’immagine televisiva, al verde acido della morte e dell’abisso sfocato del passato. Ho cercato di rovesciare il cliché secondo il quale il bianco e nero è sinonimo di flash back. Lucrezia vive una vita in bianco e nero dopo la morte del marito,,. che è il suo presente, ma in fondo si tratta, quindi, di un presente non vissuto, un “non presente”, una non vita, in questo senso, mi sembra una figura tragica come il vampiro di Murnau e come lui ha perso la fede in Dio. Non c’è spazio per i sentimenti per questa donna, così come gli incontri sessuali che sono sfogo e rituale di una perversione mentale, piuttosto che di un incontro erotico soddisfacente per le due parti. O meglio si tratta di un altro tipo di esigenza, nata dalla paura e dal trauma. I clienti ci offrono la visone di “uomo moderno” indebolito e vittima di una spaventosa figura femminile castratrice. L’uomo, in questo film, è morto (e così Dio), così la sua umanità ed essenza, e la vera Lucrezia rimane intrappolata nello specchio in cui come una moderna e femminile versione di “Dorian Gray” cerca e confronta il suo essere, la sua identità.
MARGI VILLA per FRAGOLE A MEZZANOTTE di Domenico Natella
[COMUNICATO STAMPA]
'Una nuova vittoria per il corto salenitano noir 'Fragole a mezzanotte'!'
Ispirato da un racconto omonimo, criptico e tenebroso, dello scrittore salernitano Felice Turturiello,
'Fragole a mezzanotte' e' forse da considerarsi l'opera (attualmente) piu' visionaria del regista
di orgini salernitane Domenico Natella, in cui brilla anche il talento della montatrice Francesca Saracino (regista, inoltre, di un ottimo documentario sulla Sacra Sindone) e dell'attrice salernitana Margi Villa. Originariamente realizzato in una versione estesa e sperimentale di 73 minuti con un montaggio ellittico alla 'Memento' e' stato successivamente rielaborato in una versione cortometraggio di 10' di forma lineare che ha vinto in questi giorni due premi: uno nella sezione Horror del Festivla ' Napoli in Corto', l'altro alla migiore intepretazione femminile (vedi sotto) presso il Festival del cinema Bizzarro di Ravenna, oltre ad essere stato selezionato ad una dozzina di festival italiani e stranieri.
“Fragole a mezzanotte”- La tramaLucrezia, ricca borghese trentenne, per nulla rassegnatasi alla morte del marito di cui conserva follemente il corpo, vive una sorta di sdoppiamento dell’anima. Freddata dall’incolmabile vuoto e incapace di elaborare il doloroso lutto, decide di appropriarsi di altri corpi per perpetuare, così, il rito del suo amore spezzato. Ogni sera, camuffandosi nel suo alter ego, si prostituisce, non per un bisogno economico, ma per “assaporare” nuovamente le “fragole a mezzanotte”. Allo scoccare della fatidica ora, s’interrompe puntualmente, e impossessata da una voce misteriosa, intrattiene struggenti conversazioni con l’ombra del suo sposo. Gli altri uomini rimangono per la donna, puramente corpi: dal manager vittima del suo narcisismo. Energia giovane e perversa, attratta dalla “mantide religiosa”, virtuale alter ego della protagonista, consente a Lucrezia di rivivere il ricordo e il trauma di quell’ ultima notte d’amore, perpetuando, in tal modo, l’esistenza di un uomo oramai fantasma, ossessione, e simulacro di ciò che rimane della sua coscienza. Tra flash back in colore e visioni in bianco e nero, Lucrezia percorrerà la sua discesa verso una lucida e rabbiosa follia fino all’ultimo tango con il cadavere del suo sposo.
OSSERVAZIONI SUL FILM del regista DOMENICO NATELLA
Il film racconta un’ossessione, quella della protagonista che non riesce ad accettare il lutto del suo sposo. E’ un film inquietante e visionario, performativo direi. Un percorso che vede lo spettatore al pari della protagonista: solo, in preda alle immagini allucinatorie, ma pur sempre connotate di reale. Il tempo e il luogo sembrano schiacciare l’esistenza della protagonista e la visione dello spettatore costretto ad entrare in un labirinto di emozioni e visioni. L’annullamento di un tempo progressivo crea una non realtà che è appunto quella vissuta dalla protagonista. La sinfonia di rumori e musica ci guida in questo labirinto senza speranza. Il film vuole rappresentare un viaggio nell’ inconscio, nella memoria e nel “falso ricordo” di Lucrezia, un percorso nelle sue reminiscenze, e visioni. Sono sempre stato attratto dalle forme sperimentali di cinema e da quelle artistiche, più in generale… e credo che questo film possa racchiudere in sé il mio amore per le avanguardie artistiche. Il colore ha una forte valenza pittorica e metaforica. Tramite il colore sottolineo le emozioni. Si passa dal rosso, al bianco e nero, all’azzurro freddo dell’immagine televisiva, al verde acido della morte e dell’abisso sfocato del passato. Ho cercato di rovesciare il cliché secondo il quale il bianco e nero è sinonimo di flash back. Lucrezia vive una vita in bianco e nero dopo la morte del marito,,. che è il suo presente, ma in fondo si tratta, quindi, di un presente non vissuto, un “non presente”, una non vita, in questo senso, mi sembra una figura tragica come il vampiro di Murnau e come lui ha perso la fede in Dio. Non c’è spazio per i sentimenti per questa donna, così come gli incontri sessuali che sono sfogo e rituale di una perversione mentale, piuttosto che di un incontro erotico soddisfacente per le due parti. O meglio si tratta di un altro tipo di esigenza, nata dalla paura e dal trauma. I clienti ci offrono la visone di “uomo moderno” indebolito e vittima di una spaventosa figura femminile castratrice. L’uomo, in questo film, è morto (e così Dio), così la sua umanità ed essenza, e la vera Lucrezia rimane intrappolata nello specchio in cui come una moderna e femminile versione di “Dorian Gray” cerca e confronta il suo essere, la sua identità.
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categoria:cinema, arte, underground, cortometraggi, bambole, videoart, domenico natella, margi villa, cinema erotico
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